L’inizio di un viaggio comincia sempre dalla sua preparazione. Soprattutto quando si viaggia all’estero, può capitare che il primo “benvenuto” sia rappresentato da fastidiosi disturbi intestinali. Uno dei più comuni è la diarrea del viaggiatore.
Molto probabilmente ne hai già sentito parlare: si tratta di uno dei problemi di salute più frequenti tra chi viaggia. Si stima che possa colpire fino al 30% dei viaggiatori internazionali, con percentuali che possono aumentare sensibilmente quando ci si reca in alcune aree dell’Asia, dell’Africa, dell’America Latina e del Medio Oriente, dove gli standard igienico-sanitari e la sicurezza alimentare possono essere diversi da quelli a cui siamo abituati.
Che cos’è la diarrea del viaggiatore?
La diarrea del viaggiatore è una forma acuta di gastroenterite che compare durante o dopo un viaggio. Nella maggior parte dei casi è causata dall’ingestione di alimenti o acqua contaminati da microrganismi patogeni. Tra i responsabili più frequenti troviamo alcuni ceppi di Escherichia coli enterotossigeno (ETEC), considerati tra le principali cause di questa condizione.
L’esordio è spesso improvviso: da un momento all’altro possono comparire scariche frequenti e acquose, crampi addominali, urgenza evacuativa e una sensazione generale di malessere. Sebbene molte persone manifestino i primi sintomi entro la prima settimana dalla partenza, il disturbo può comparire in qualsiasi momento del viaggio e persino alcuni giorni dopo il rientro a casa. Questo accade perché alcuni microrganismi hanno tempi di incubazione variabili e possono essere contratti anche negli ultimi giorni della permanenza all’estero.
La diarrea del viaggiatore è contagiosa?
In alcuni casi può esserlo, non a causa della vicinanza con una persona colpita, ma perché i patogeni coinvolti possono diffondersi attraverso cattive pratiche igieniche, attraverso la via fecale-orale: mani non lavate accuratamente, manipolazione di alimenti contaminati o tramite superfici infette.
Per questo motivo, quando si è colpiti da un episodio di gastroenterite, è ancora più importante lavarsi accuratamente le mani, soprattutto prima di manipolare alimenti, riducendo così il rischio di contagiare altre persone.
Sintomi e durata
I sintomi più comuni comprendono diarrea, nausea, vomito, dolori addominali, gonfiore e talvolta febbre lieve. Nella maggior parte dei casi la malattia è autolimitante e tende a risolversi spontaneamente entro 3-5 giorni, anche se alcuni episodi possono protrarsi fino a una settimana.
L’aspetto più importante a cui prestare attenzione è la disidratazione, soprattutto nei bambini, negli anziani e nelle persone più fragili. Per questo motivo è fondamentale reintegrare adeguatamente liquidi e sali minerali durante l’episodio acuto.

Quali sono le cause della diarrea del viaggiatore?
Come abbiamo anticipato, il batterio principalmente isolato è l’E.coli, ma come lui anche altri batteri enteropatogeni sono particolarmente diffusi, come Campylobacter jejuni, Shigella e Salmonella. In una minoranza di casi, possono essere coinvolti anche virus, come il norovirus e parassiti intestinali.
La principale fonte di contagio arriva dagli impianti idrici: bere acqua non sicura, utilizzare ghiaccio preparato con acqua contaminata, lavarsi i denti con acqua del rubinetto o consumare frutta e verdura crude non adeguatamente lavate può aumentare il rischio di infezione.
Anche alcune abitudini alimentari possono favorire il contagio. Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta a latticini non pastorizzati, carne, pesce o frutti di mare crudi o poco cotti e agli alimenti lasciati per lungo tempo a temperatura ambiente, come può accadere in alcuni buffet. In queste condizioni, i microrganismi possono moltiplicarsi rapidamente e raggiungere concentrazioni sufficienti a provocare l’infezione.
Inoltre, durante il viaggio il nostro organismo entra in contatto con una flora microbica diversa da quella abituale. Questo cambiamento, unito a stress, stanchezza e variazioni alimentari, può rendere l’intestino più vulnerabile e aumentare il rischio di sviluppare disturbi gastrointestinali.
Come prevenirla?
La prevenzione rimane la strategia più efficace contro la diarrea del viaggiatore. Quando non siamo sicuri della potabilità dell’acqua o delle condizioni igienico-sanitarie nella preparazione degli alimenti, la regola più semplice è evitare tutto ciò che potrebbe rappresentare un rischio.
Preferisci sempre acqua imbottigliata e sigillata, utilizzandola anche per lavarti i denti se necessario. Evita ghiaccio, bevande preparate con acqua non controllata, succhi freschi e frullati acquistati da venditori ambulanti. Per quanto riguarda il cibo, scegli alimenti ben cotti e serviti caldi, evitando carne, pesce e frutti di mare crudi o poco cotti. Tra frutta e verdura, meglio privilegiare quella che può essere sbucciata personalmente, come banane, agrumi e avocado.
Un altro gesto spesso sottovalutato riguarda l’igiene delle mani. Lavarle accuratamente con acqua e sapone prima dei pasti e dopo essere stati in bagno aiuta a ridurre significativamente il rischio di infezioni gastrointestinali. Quando non è possibile, l’uso di gel disinfettanti a base alcolica può rappresentare una valida alternativa.
Cosa fare se compare la diarrea del viaggiatore?
Nonostante tutte le precauzioni, può comunque capitare di sviluppare i sintomi. In questi casi la priorità è prevenire la disidratazione reintegrando adeguatamente liquidi e sali minerali, soprattutto in presenza di scariche frequenti o vomito.
È consigliabile bere spesso, a piccoli sorsi, privilegiando acqua sicura, soluzioni reidratanti orali o bevande formulate per il reintegro elettrolitico. Riposo e una dieta leggera possono aiutare l’intestino a recuperare più rapidamente.
Se i sintomi persistono per diversi giorni o si aggravano è opportuno consultare un medico.
Cosa mangiare durante il recupero?
Durante la fase acuta è utile scegliere alimenti semplici e facilmente digeribili che non sovraccarichino l’intestino. Riso, patate lesse, pane tostato, cracker, banane mature, mele e carni magre ben cotte rappresentano generalmente le opzioni meglio tollerate.
Al contrario, è preferibile limitare temporaneamente cibi molto grassi, fritti, speziati, bevande alcoliche e alimenti particolarmente ricchi di zuccheri, che potrebbero aggravare i sintomi o prolungare il disagio intestinale.
Una volta superata la fase più intensa, il ritorno alla normale alimentazione dovrebbe avvenire gradualmente, ascoltando le esigenze del proprio organismo.
Un aiuto in più: supportare il microbiota intestinale
Viaggi, cambiamenti alimentari, stress e possibili infezioni possono alterare l’equilibrio del microbiota intestinale. Per questo motivo, negli ultimi anni l’attenzione della ricerca si è concentrata sul ruolo dei probiotici nel supportare la salute gastrointestinale del viaggiatore.
Assunti prima della partenza e durante il soggiorno, alcuni ceppi probiotici sono stati studiati per il loro potenziale contributo al mantenimento dell’equilibrio della flora intestinale e al supporto delle naturali difese dell’organismo, diventando un utile e naturale strumento di prevenzione atto a ridurre il rischio di colonizzazione di patogeni nel tratto gastrointestinale.
Probiotici o Antibiotici contro la diarrea del viaggiatore?
Quando si parla di diarrea del viaggiatore, probiotici e antibiotici non sono alternative tra cui scegliere, ma strumenti con funzioni differenti che possono essere utilizzati in momenti diversi.
Gli antibiotici rappresentano una possibile opzione terapeutica nei casi più severi e devono essere assunti esclusivamente sotto consiglio medico. Possono essere prescritti quando i sintomi sono particolarmente intensi e persistenti, situazioni che rischiano di compromettere seriamente il viaggio e richiedono una gestione specifica.
I probiotici, invece, svolgono un ruolo di supporto al benessere intestinale. Agendo sul microbiota, l’insieme dei microrganismi che popolano il nostro intestino, possono contribuire a mantenere l’equilibrio della flora batterica durante periodi particolarmente delicati come i viaggi, caratterizzati da cambiamenti alimentari, stress, jet lag ed esposizione a microrganismi diversi da quelli abituali.
Un aspetto importante da considerare è che gli antibiotici, pur essendo utili contro i batteri responsabili dell’infezione, possono alterare significativamente il microbiota intestinale. La loro azione infatti non si limita ai microrganismi patogeni, ma può coinvolgere anche molti batteri benefici che contribuiscono alla salute digestiva e alla funzionalità della barriera intestinale.
Per questo motivo, quando viene prescritta una terapia antibiotica, si può valutare l’opportunità di associare un probiotico. Questo supporto può favorire il mantenimento o il recupero dell’equilibrio del microbiota intestinale durante e dopo il trattamento, contribuendo a una più rapida normalizzazione della funzione intestinale.
Inoltre, alcuni ceppi probiotici sono stati studiati per il loro potenziale ruolo nella prevenzione dei disturbi gastrointestinali associati ai viaggi, grazie alla loro capacità di interagire con il microbiota e con le naturali difese dell’organismo.
Synbio Travel, l’integratore alimentare formulato per accompagnare il viaggiatore prima, durante e dopo la partenza.
Synbio Travel è l’integratore probiotico Synbiotec studiato contro i disturbi intestinali da viaggio. La sua formula combina due ceppi probiotici brevettati e clinicamente studiati, Lacticaseibacillus rhamnosus IMC 501® e Lacticaseibacillus paracasei IMC 502®, insieme a magnesio e potassio, minerali utili per il mantenimento dell’equilibrio elettrolitico. Questa combinazione è studiata per supportare il benessere del microbiota intestinale e aiutare l’organismo ad affrontare al meglio le sfide del viaggio.
I vantaggi di Synbio Travel, in pratici stick da portare sempre con sé:
- Supporta l’equilibrio del microbiota intestinale, favorendo la presenza di batteri benefici come lattobacilli e bifidobatteri.
- Aiuta le naturali difese dell’organismo, contribuendo al mantenimento del benessere intestinale anche durante periodi di maggiore stress fisico e ambientale.
- Favorisce la regolarità intestinale e il comfort digestivo, particolarmente utili durante i cambiamenti di routine e alimentazione tipici dei viaggi.
- Contribuisce a ridurre stanchezza e affaticamento grazie alla presenza di magnesio e potassio, supportando il recupero delle energie durante gli spostamenti.
Per ottenere il massimo beneficio, è consigliabile iniziare l’assunzione almeno una settimana prima della partenza e proseguire per tutta la durata del viaggio, continuando anche nei giorni successivi al rientro. In questo modo si offre al microbiota intestinale un supporto continuativo in una fase caratterizzata da cambiamenti e fattori di stress che possono influenzarne l’equilibrio.
Altri consigli per un intestino in salute anche in viaggio
Oltre alle corrette norme igieniche e alimentari, anche alcune semplici abitudini possono aiutare a preservare il benessere intestinale durante gli spostamenti. Mantenersi ben idratati, evitare cambiamenti alimentari troppo bruschi, dormire adeguatamente e supportare il microbiota con un’integrazione mirata possono rappresentare validi alleati per affrontare il viaggio con maggiore serenità e ridurre il rischio di inconvenienti gastrointestinali.
Ma la regola più importante è una sola: assaggia, esplora, scopri e lasciati sorprendere da nuove culture e nuovi sapori. Essere prudenti e attenti non significa rinunciare alle esperienze che rendono speciale ogni viaggio. Con qualche semplice accorgimento puoi vivere ogni avventura con maggiore tranquillità, lasciando spazio ai ricordi, alle scoperte e alle emozioni del percorso, e non agli imprevisti intestinali!



